Indice
- Risposta Rapida: cosa mangiare in giappone
- Qual è il piatto più tipico del Giappone?
- I 30 piatti giapponesi da assaggiare almeno una volta
- Fritti, spiedini e street food
- Noodles, ciotole, comfort food
- Street food, mercati e konbini: la mappa gastronomica del Giappone
- Cosa si mangia a colazione in Giappone?
- Quanto si spende al giorno per mangiare in Giappone?
- Come orientarsi a tavola: ordinare, etichetta e restrizioni alimentari
- Vegani e vegetariani in Giappone: shojin ryori e consigli pratici
- eSIM e app indispensabili: restare connessi per mangiare meglio
- HelloRoam, Airalo e Holafly: quale piano eSIM scegliere per il Giappone

Frequently Asked Questions
Il cibo più mangiato in Giappone è il riso, chiamato gohan, che si trova in tutte le sue varianti: onigiri, donburi e sushi. È il pilastro di ogni pasto, dalla colazione alla cena, e accompagna qualsiasi portata della cucina tradizionale giapponese.
Il piatto che il mondo riconosce come simbolo del Giappone è il ramen, capace di generare veri e propri pellegrinaggi gastronomici tra le città. Esiste in quattro stili regionali principali: miso (Sapporo), shoyu (Tokyo), tonkotsu (Hakata) e brodo leggero di pollo (Kyoto).
Il budget minimo realistico per chi viaggia in modalità economica (konbini e catene fast food) è tra 11 e 17 euro al giorno. Un viaggio standard, alternando ristoranti di quartiere e street food, costa tra 30 e 62 euro al giorno. Il livello gourmet, con omakase e cene wagyu, si muove tra 100 e 500 euro.
La colazione giapponese tradizionale si chiama ichiju sansai (una zuppa e tre piatti) e comprende riso bianco cotto a vapore, zuppa di miso calda, un filetto di salmone o sgombro alla griglia, tofu fresco e tsukemono (verdure fermentate). Nei konbini è possibile optare per onigiri, sando (panini) e caffè a meno di due euro.
Una ciotola di ramen in una ramen-ya media costa tra 5 e 9 euro. Nessun locale serio supera la doppia cifra in euro, il che rende il ramen uno dei pasti più accessibili della cucina giapponese.
Il kaiten-zushi è un ristorante di sushi dove i piattini scorrono su un nastro trasportatore a circa 0,70-1,30 euro l'uno. Un pasto completo si ottiene generalmente con meno di dieci euro, rendendolo la versione più economica e informale del sushi giapponese.
L'omakase è un formato di degustazione sushi in cui il cliente affida completamente le scelte al cuoco, senza menu scritto. I prezzi arrivano fino a circa 310 euro a persona, e rappresenta l'esperienza più esclusiva della cucina sushi giapponese.
Il washoku è la cucina tradizionale giapponese, riconosciuta patrimonio immateriale UNESCO dal 2013. Non designa un singolo piatto, ma una filosofia del gusto basata su stagionalità rigorosa, equilibrio tra sapori e rispetto per ogni ingrediente nella sua forma più autentica.
Tokyo ospita la concentrazione di stelle Michelin più alta al mondo: oltre 200 ristoranti stellati nella Guida Michelin 2025-2026, un numero superiore a quello di Parigi e New York messe insieme.
I sampuru sono repliche di cibo in plastica o silicone esposte all'ingresso dei ristoranti giapponesi con precisione quasi fotografica. Il turista può semplicemente indicare il piatto desiderato e dire 'kore kudasai' (questo, per favore), evitando qualsiasi difficoltà linguistica con i menu in giapponese.
Il takoyaki, polpette di polpo tipiche di Osaka, costa tra 2,50 e 4 euro per sei pezzi. Lo yakitori, spiedini di pollo alla griglia su carbone vivo, viene venduto tra 150 e 300 yen a spiedino (meno di 2 euro) negli izakaya.
I konbini come 7-Eleven, FamilyMart e Lawson offrono bento pronti a 2,50-4,40 euro, onigiri da circa 0,80 euro, sando e caffè. Sono aperti 24 ore su 24 e la qualità del cibo è sorprendentemente elevata rispetto ai negozi di convenienza europei.
Il Michelin lunch hack consiste nel prenotare il pranzo in un ristorante stellato invece della cena: i piatti escono dalla stessa cucina, ma il costo parte da circa 31 euro, contro cifre molto più elevate per la cena serale. È il modo più accessibile per assaggiare l'alta cucina giapponese.
I mercati più noti sono il mercato esterno di Tsukiji a Tokyo (sushi fresco e tamagoyaki dal mattino), Dotonbori a Osaka (capitale dello street food con takoyaki e okonomiyaki), il Nishiki Market a Kyoto (soprannominato 'la cucina di Kyoto') e il mercato Ameyoko di Ueno a Tokyo.
Il set lunch nei ristoranti specializzati in wagyu costa tra 31 e 94 euro, una frazione del prezzo della cena. Sukiyaki e shabu shabu, le fondue giapponesi con manzo wagyu, costano tra 19 e 50 euro a persona e si adattano bene ai gruppi.
Nei ristoranti con sampuru (repliche di cibo in plastica), basta indicare il piatto e dire 'kore kudasai'. Nei locali ticket (shokken jidohanbaiki) si acquista il pasto da un distributore automatico con fotografie, si ritira uno scontrino e lo si consegna al banco. Google Lens è utile per tradurre i menu in kanji.
Il tasso di cambio attuale è di circa 160 yen per un euro, il livello più vantaggioso per i turisti europei degli ultimi anni. Ogni spesa gastronomica costa in termini reali circa un terzo di quanto costerebbe in un ristorante comparabile a Milano o Roma, rendendo il 2026 un momento eccezionalmente favorevole per visitare il Giappone.
Sources
- marcotogni.it — marcotogni.it
- 30 Piatti giapponesi da provare assolutamente — watabi.it
- it.japanspecialist.com — it.japanspecialist.com
- Cosa mangiare nelTuo viaggio in Giappone — chopstick.it
- Cosa mangiare in Giappone: 10 piatti tipici da non perdere — turisanda.it
- Cosa mangiare in Giappone: 10 piatti tipici ‹ GO Blog — ef-italia.it







